“Il Limone di Rocca Imperiale Igp” è stato il protagonista di un interessante convegno presso la Camera Dei Deputati. Ai lavori, coordinati da Emma Gesualdi, presidente dell’Associazione Brutium (organizzatrice dell’evento), hanno partecipato studiosi ed esperti, amministratori locali, parlamentari ed il presidente della regione Calabria Mario Oliverio. Le conclusioni sono state affidate alla deputata calabrese Enza Bruno Bossio. Nell’introduzione, il capogruppo del Pd in Commissione agricoltura della Camera, Nicodemo Oliverio, ha richiamato l’attenzione dei presenti sulla necessità di valorizzare adeguatamente questo prodotto che ha una resa in succo superiore al 30% e un contenuto in limonene – un olio essenziale che conferisce al prodotto un profumo intenso e persistente – superiore al 70%.
“Il limone di Rocca Imperiale Igp, ha precisato Oliverio, costituisce una straordinaria opportunità ed una particolare eccellenza per l’agricoltura calabrese. La produzione del Limone di Rocca Imperiale risale al Seicento mentre è nel periodo compreso tra il 1865 e il 1870 che si sono registrare le prime esportazioni, in occasione delle fiere che si svolgevano a Napoli e alle quali parteciparono i primi commercianti. Nel 1877 la produzione dei limoni a Rocca è inferiore, quanto a numero di piante, solo a Trebisacce, Corigliano e Rossano, comuni molto più grandi di Rocca Imperiale. A partire dagli anni Cinquanta del XX secolo, alle coltivazioni tradizionali si sono sostituiti gli impianti specializzati, ancora oggi in funzione. L’uso consolidato del nome “Limone di Rocca Imperiale” è affermato da oltre 25 anni e l’uso corrente di questa denominazione, anche nelle regioni limitrofe, è dimostrato dai documenti commerciali e di trasporto delle aziende del comprensorio, da documenti parrocchiali, da manifestazioni fieristiche locali ed incontri promossi dalle organizzazioni professionali agricole. La valorizzazione di questo straordinario prodotto, ha concluso Oliverio, deve essere demandata ad un’efficace azione di promozione e marketing che consenta di chiudere la filiera generando reddito per il territorio. E’ necessario, pertanto, un forte impegno delle istituzioni e degli operatori del comparto a fare rete e a far cadere nella realtà territoriale il valore aggiunto di una equilibrata valorizzazione della filiera dei limoni di Rocca Imperiale”.
Quello che sorprende, caro Francesco, è il fatto di quanto sia sconosciuta la nostra terra. Solo a pensare che il tuo lungo elenco è solo la minima pare di quello che possiamo offrire mi viene uno sconforto terribile a pensare che siamo realmente la Cenerentola d’Europa. Se solo usassimo il nostro atavico e proverbiale acume per rimboccarci le maniche, sono sicuro che potremmo essere tra i primi come qualità della vita e benessere diffuso.
Quando entra in calabria-terra d’ogni bene il visitatore non puo’ricevere benvenuto migliore…i limoni di rocca imperiale lo accolgono offrendo una bella immagine della nostra terra e proseguendo il turista non puo’ non innamorarsi delle clementine e del riso della piana di sibari,della liquirizia di rossano,del gelato artigianale di cariati,della sardella di crucoli,del vino di ciro’e melissa,della birra artigianale e del liquore di strongoli,del pecorino crotonese,dei ceci di capocolonna e del pane di cutro,dei finocchi di isola capo rizzuto,del morzello di catanzaro,dell’aglio rosa di nicastro,del pane jeramu di mammola,del bergamotto di reggio calabria,del torrone e del pescespada di bagnara calabra,della’nduja di spilinga,del tartufo e del tonno di pizzo calabro,della cipolla rossa di tropea,dello stocco di cittanova,del cedro di s.maria del cedro e dell’alto tirreno cosentino…e delle infinite bellezze di una terra meravigliosa…cordialmente