
Negli ultimi anni, si sono accesi i riflettori come mai prima sul benessere intestinale. Non è un caso che siano cresciute notevolmente le vendite di prodotti che, come il celebre Bifiselle, integratore di fermenti lattici, importante da citare in quanto associato a grandi numeri sulle principali farmacie online, permettono di combattere la disbiosi.
Questo termine tecnico, che indica la mancanza di equilibrio a livello della flora intestinale, permette di aprire un capitolo molto ampio sulla salute.
Ormai sappiamo che trattarlo vuol dire andare ben oltre alla classica lotta contro sintomi come la diarrea o la stipsi. Le implicazioni dell’intestino sul benessere sono decisamente più profonde e possono riguardare anche il modo in cui ci sentiamo interiormente.
Per rendersene conto, è possibile chiamare in causa innanzitutto il cosiddetto asse intestino-cervello. Parliamo di due apparati che sono collegati tra loro da una vera e propria rete di neuroni, molto fitta, interessati da un dialogo continuo tra loro.
C’è di più! In quella che è una sinergia a dir poco preziosa per la nostra salute, sono coinvolti pure il sistema immunitario e l’apparato endocrino.
In quello che è un equilibrio tanto importante quanto delicato, le infiammazioni intestinali hanno un ruolo sul quale la scienza sta ricavando, anno dopo anno, sempre più informazioni.
Diversi studi, infatti, hanno collegato i quadri di sub-infiammazione intestinale a problematiche di salute con un impatto notevole sulla vita quotidiana. Giusto per citarne alcune ricordiamo i disturbi dell’umore e la depressione.
La disbiosi è un’evenienza che può colpire tutti e palesarsi in diversi momenti dell’esistenza. Tra questi rientrano i periodi di forte stress psicologico, così come i postumi di cure con farmaci come gli antibiotici.
Un ruolo rilevante nella sua insorgenza è da attribuire ai cambiamenti che coinvolgono la dieta.
Nel momento in cui lo squilibrio diventa una costante, si palesano problemi che, fino a pochi anni fa, lasciavano tutti stupiti quando si citava la loro connessione con il benessere intestinale.
Le ultime scoperte della scienza
Ora è arrivato, giustamente, il momento di parlare di qualche scoperta scientifica concreta che avvalora quanto fino ad ora espresso. I passi in avanti della ricerca in merito vedono in primo piano risultati molto recenti, tra i quali è possibile includere un articolo pubblicato nel marzo 2024 sulla rivista Microbiome.
Frutto del lavoro del gruppo di ricerca Gut-Brain Microbioma, a sua volta composto da membri dell’Istituto di Biochimica e Biologia Cellulare del CNR, parla con toni positivi dell’efficacia terapeutica di un mix di otto ceppi batterici nell’ambito del trattamento del disturbo d’ansia e della depressione.
Per amor di precisione, ricordiamo che gli studiosi si sono soffermati su ceppi batterici fisiologicamente presenti in una flora intestinale all’insegna dell’equilibrio.
Si sono soffermati su un mix di probiotici da tempo disponibile sul mercato, cambiando, però, l’approccio rispetto alle indicazioni principali di utilizzo, ossia il contrasto alle infiammazioni intestinali.
L’hanno infatti testato contro i sintomi di ansia e depressione causati da stress post natale indotto in un campione di topi da laboratorio. A seguito di un trattamento di due settimane, oltre ad assistere a una risoluzione della disbiosi, è stato possibile notare anche un regredire dei sopra citati sintomi.
Si tratta di uno studio che potrebbe aprire, come diversi altri simili, nuove frontiere sulla neuroplasticità, con conseguente riduzione dei processi neuroinfiammatori, e sui benefici per il sistema nervoso ottenuti attraverso azioni che coinvolgono l’asse intestino-cervello.
Ora si attendono studi clinici su pazienti affetti da depressione, per arrivare alla conferma dell’esistenza di rimedi psicobiotici in grado di contribuire al trattamento di quella che è considerata, a ragione, una delle malattie dell’era moderna (numeri alla mano, in Italia circa 7,5 milioni di persone hanno ricevuto la diagnosi di depressione maggiore).