Era quasi mezzanotte quando Giuseppe Guzzo e Mara Carchidi, hanno avvistato a bordo strada sulla SS107, in piena Sila, un esemplare di Lupo appenninico. La segnalazione è giunta al comandante dei Carabinieri di Camigliatello Silano, William Porzia che in piena notte ha avvertito Gianluca Congi. Dopo una serie di telefonate, in poco tempo sono intervenuti i Carabinieri della stazione di San Pietro in Guarano, i Carabinieri forestali del Parco Nazionale della Sila (coordinati dal Maggiore Angelo Battista Roseti), il Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Cosenza, l’esperto Giacomo Gervasio (impegnato in varie parti d’Italia proprio nella ricerca del Canis lupus italicus) e Gianluca Congi, quest’ultimo libero dal servizio, lavora nel Corpo della Polizia Provinciale oltre che è un noto appassionato ed esperto di natura. Un intervento ben sincronizzato e coordinato che ha permesso di trarre in salvo il Lupo, di fatti, grazie all’impegno di tutti i soccorritori, del Parco Nazionale della Sila e del suo presidente Francesco Curcio, l’animale è stato soccorso nel più breve tempo possibile nel cuore della notte ed è stato sottoposto ai primissimi accertamenti e alle cure veterinarie. Sta rispondendo bene alle cure e potrebbe ritornare molto presto in natura. Una storia di sinergia tra istituzioni ed esperti, una bella lezione di amore per la natura direttamente dal cuore delle antiche montagne della Sila.
